“Un oscuro mare spaziale, illuminato da un numero illlimitato di stelle”

Ottobre 29, 2009

Chi ha riconosciuto la citazione già saprà di cosa andrò a parlare; tutti gli altri sono pregati di salire in carrozza, il treno in direzione andromeda via pleiadi sta per partire.

Galaxy Express 999 è probabilmente il più bel manga scitto da Leiji Matsumoto e rispecchia pienamente il suo stile che rievoca un gusto tipicamente romanticistico portandolo in un ambientazione spaziale; in quest’opera il tema portante è il viaggio, tanto fisico quanto spirituale, del protagonista nonché la sua maturazione, il suo arricchimento; tant’è che il viaggio assume esso stesso le connotazioni di un personaggio e si pone come elemento trascendente. Non quindi un viaggio per arrivare, nonostante l’obiettivo fisico sia presente, quanto un viaggio per partire, trasformando le mete in trampolini di lancio verso le stelle.

Invito tutti coloro che non l’abbiano letto a reperirlo alla prossima fermata che sarà Marte e durerà 24 ore 37 minuti e 25 secondi..


Incubi e follia

Ottobre 26, 2009

Di cosa parlerò mai oggi, con un titolo così sinistro da essere ambidestro? Ebbene l’oggetto della recensione odierna è Dreamkiller, ultima fatica dei Mindware Studios, gioco che possiamo sintetizzare come una fusione tra Unreal e Psychonauts.

La trama si sviluppa a partire dalla protagonista Alice Drake, che fin da piccola è stata tormentata dagli incubi; suoi e degli altri, in quanto ella è dotata della capacità di entrare nei sogni della gente; ciò l’ha portata a divenire psicologa e a sfruttare la sua capacità per aiutare i suoi pazienti.

La grafica è ben curata, gli effetti ben renderizzati, tuttavia a fronte di ciò si hanno vari rallentamenti, anche con macchine piuttosto potenti; inoltre siamo ulteriormente penalizzati dalla scelta del publisher di introdurre una limitazione ai frame per secondo di default, limite che è di 40, aggirabile unicamente con la modifica manuale di un file di configurazione, nel quale è opportuno specificare un valore doppio rispetto alla frequenza di aggiornamento del proprio schermo.

Il gameplay è quello basilare di pressoché ogni FPS alla Quake, tuttavia sono state introdotte alcune chicche utili a evitare la noia: si possono portare solo 2 armi alla volta, uccidendo i nemici alcuni di essi rilasceranno esperienza che se raccolta aumenterà l’efficacia delle armi, vi sono nemici eliminabili unicamente nel subconscio all’interno del quale i normali nemici diventano invulnerabili.

In se non è un gran gioco, tuttavia se siete appasionati al genere “Shoot’n'forget”, potreste farci un pensiero al più che il prezzo non è eccessivo.

Homepage: http://www.dreamkillergame.com/
On Steam: http://store.steampowered.com/app/24500/


Turbini nella Nebbia

Ottobre 5, 2009

Quello che sto per recensire ora è il primo volume di una trilogia fantasy, il cui autore è stato scelto, e non a caso, per portare a termine il monumentale lavoro del compianto Robert Jordan; il libro in questione è Mistborn – L’Ultimo Impero di Brandon Sanderson.

Il libro parte da un presupposto molto intrigante, ovvero “e se l’eroe prescelto fosse stato sconfitto?”, e da li si evolve creando un ambientazione difficilmente dimenticabile; il mondo è governato dal Lord Reggente, re e nel contempo divinità; tuttavia questo mondo e ben lontano dall’utopia, questo a causa del disinteresse nel governo del Lord, nonché dalle estenuanti condizioni di vita della gran parte della popolazione. In questo scenario desolato un uomo si appresta a fare ciò che da molti è ritenuto impossibile nonché folle: rovesciare l’imperatore dio.

Nonostante la trama possa sembrare banale in questa mia breve sinossi, essa è ben lontana da questa definizione, il suo dipanarsi è scorrevole eppur non dimentica di lasciare il segno, ogni evento è accuratamente orchestrato per Spingere o Tirare le emozioni e l’attenzione del lettore. Ad una trama avvincente si accompagna inoltre un ottima caratterizzazione dei personaggi, e il sistema magico più innovativo di cui io abbia mai letto.

In conclusione, questo libro è eccezionale, un must per ogni cultore di fantasy, leggendolo si ha l’impressione di venir avvinti nelle nebbie e nei paesaggi ivi descritti.

P.S. non dimenticate di togliervi ogni metallo di dosso prima di dedicarvi alla lettura.

http://www.anobii.com/books/Lultimo_impero/9788834715123/014bb124613aa6ca5c/


“Quando una palla con la pistola, incontra una palla con il fucile ….

Settembre 25, 2009

.. quella con la pistola è una palla morta.” Già vedo le domande balenare e slampeggiare nelle vostre teste: “Cosa c’entra un antico proverbio messicano con delle palle; e che significato potrà mai avere questa frase?” Ebbene inizio dicendo a tutti coloro che possono aver capito male e male interpretato che si tratta di un giochino arcade… cos’altro pensavate maliziosi?!

Tale gioco è “Madballs in .. Babo Invasion” e si può riassumere come un incrocio tra un Super Mario 3D e Quake, ovvero uno sparatutto platformer i cui protagonisti sono appunto le Madballs, delle sfere estremamente combattive schierate in due fazioni principali i B.D.I. e gli Scorched; il cui unico scopo è farsi male a vicenda e farne ancora di più a chiunque si metta in mezzo.

Il gameplay è piuttosto semplice e coinvolgente, e le differenti abilità di ciascuna Madball ci aiuteranno a procedere attraverso i livelli in modo non lineare; la grafica è ben curata e abbastanza leggera; e il level design è di altissimo livello.

Da notare anche il supporto al multiplayer online, sia co-op che versus, il quale aggiunge nuova linfa la gioco una volta terminatolo.

In conclusione di questa brevissima recensione fatta appena prima di andare a vedere la 7° stagione di 24, io vi consiglio di comprarlo, infatti esso si adatta sia agli esperti di giochi d’azione e platform in cerca di sfide, sia ai casual gamers che vogliono solo 10 minuti di intrattenimento; nel caso abbiate dubbi potete anche provatre una demo, che non disinstallerete più.

Homepage: http://www.playbrains.com/babo/
On Steam: http://store.steampowered.com/app/25700/


Ultime dal pianeta strampalato – 20090914

Settembre 14, 2009

I’m back!!!! O forse lo sopspettavate già dalle recensioni sparate furoi nell’ultimo periodo, tuttavia sono tornato qui a scrivere, non troppo intensamente è vero, tuttavia le cose potrebbero migliorare; infatti dopo un importante rivoluzione culturale, al mio paese hanno deciso che la terra non è piatta, e insieme con questa novità scientifica si è scoperto che la banda larga non è una stregoneria figlia del demonio; e ciò implica che fondamentalmente ho una connesione decente!

Detto ciò lasciate che vi riassuma le mie esperienze estive; sono stato a fare servizio con il mio gruppo scout in abruzzo, e devo dire che sinceramente mi è servito per maturare delle scelte importanti, o meglio per rimetterle in discussione, e mi fa piacere pensare e sperare di essere stato d’aiuto a loro almeno quanto loro lo sono stati a me, anche se probabilmente sono ancora io ad essere in debito; le scelte che prima ho detto di aver maturato sono le scelte della Partenza, momento scout molto importante in cui si lascia la comunità di clan per essere scout nel mondo; e questa scelta mi ha portato, anche per il mio senso dell’onore, a pormi al servizio dell’associazione stessa per ripagare il debito che ho nei confronti di una comuntià che nel corso di 12 anni mi ha portato a crescere enormenmente sia come persona che come cittadino.

La conseguenza logica (<atroci>il collo senza testa</atroci>) è stata la mia partecipazione al campo lupetti, nel quale ancora una volta ho dovuto mettere in gioco me stesso e forzarmi a superare i miei limiti, a cercare di essere il miglior esempio possibile per i ragazzi a me dalla sorte affidati.

Ebbene dopo questo sproloquio cui non vi interesserà nulla (ammesso che mi leggiate) ….

Yes, I’m back
Well, I’m back
Yes, I’m back
Well, I’m back, back
(Well) I’m back in black
Yes, I’m back in black


Il connubio tra SkyHD e dei simpatici secchielli di sangue

Settembre 13, 2009

Come tutti voi saprete, SkyHD ha assunto come suoi testimonial pubblicitari i famigerati LEGO, però gli omini bloccosi dell’omonima ditta si sono ben stufati di perdere arti nella lotta titanica contro il pallone da calcio e per vincere la noia, nonché per sfuggire gli obblighi contrattuali, hanno deciso di arruolarsi nella legione straniera…

Questo è più o meno il risultato di un elucubrazione sull’origine, nell’ambito della mia missione di dare attenzione ai titoli indipendenti, di Foreign Legion: Buckets of Blood, un gioco sviluppato dalla Sakari Indie. Tale gioco non brilla per longevità, infatti esso allo stato attuale dura appena 10 minuti, in quanto è costituito da un unica missione ed è inoltre privo di modalità multiplayer; allora perché vorrei dare ivi risalto a questo gioco, non più lungo di una demo?

Tanto per iniziare la grafica è a dir poco accattivante, in un misto tra cartoni animati e appunto LEGO, la rigiocabilità è abbastanza alta, e il tasso di mortalità dei polli anche. Ma solo la grafica allora è il movente? Non prorpio, infatti il gioco ha dalla sua, la struttura, l’utilizzo di armi ben bilanciate, un sistema di combo e punteggi basato sullo stile di eliminazione e sul tempo; inoltre lo sviluppatore è già al lavoro su nuove missioni, e sulla richiestissima modalità multiplayer, che in controtendenza con la moda dei DLC a pagamento, fornirà gratuitamente a coloro che hanno già acquistato o acquisteranno il gioco.

Io personalmente mi ci sono abbastanza divertito e non rimpiango i 6 euro spesi, a voi la scelta, dopo aver visto il trailer, se lasciavi catturare o meno da questo gioco.

Homepage : http://sakari-indie.com/foreign_legion/
On Steam : http://store.steampowered.com/app/36000/


Burn, Baby Burn…

Settembre 6, 2009

Se in un momento di follia ho inizato il revival delle musiche disco anni 70 … effettivamente no, tuttavia sulle note dei “The Trammps” mi accingo a recensire uno dei prodotti meno considerati dell’industria videoludica degli ultimi anni; ovvero Infernal della Playlogic.

Mi ritrovo dunque ora con il compito di rivalutare un attimo un titolo action di cui si è detto peste e corna, tanto per citare una delle critiche e non la più crudele: “It’s a clean game, at least, texturally crisp and evocatively lit, but the feeling of playing an interactive 3D Mark demo is discouragingly strong.”; dunque quali sono gli aspetti positivi di questo gioco, tali che la sovracitata rivista EDGE non è riuscita ad inquadrare, ebbene ora lo scopriremo.

Il gameplay è ormai collaudato , e derivante dal “modus operandi” del primo famigerato “Max Payne” di cui uscirà presto un’altro sequel, in cui al posto del protagonista originale troveremo la versione napoletana e grassogccia di Sam Fisher, scusate la digressione; la storia segue Ryan Lennox che cacciato dai servizi segreti del paradiso per condotta poco angelica, per evitare di essere “beatamente” fatto secco dai suoi precedenti datori di lavoro, accetta di impiegarsi presso l’agenzia rivale Abyss.

Detta così sembra un poco semplicistica .. e in effetti la trama lo è, i punti di forza del gioco si rivelano altri, infatti l’aspetto che più brilla è quello grafico che ben studiato e strutturato è un piacere per gli occhi; tuttavia non di sola grafica vive un giocatore, e gli sviluppatori ben lo sanno avendo affiancato alla stupenda modellazione e resa degli effetti grafici musice altrettanto ben curate e adatte alle situazioni in cui Ryan si trova di volta in volta nel corso dell’esile trama.

Un altro punto di forza sta nell’IA nemica, personalmente è dai tempi dell’originale Xan Kriegor che non vedevo un IA ben strutturata; infatti i nemici, oltre ad essere vari e con vari armamenti, non sciamano addosso al giocatore senza timore di morire come farebbe un qualunque Combine, ma cercano riparo, prima di uscire allo scoperto fanno fuoco di copertura, cercano di non esporre i loro punti deboli, in altre parole ti rendono un pò più difficile la vita; inoltre i boss, sono duri da sconfiggere al primo colpo, o meglio buna parte di essi, richiede strategia per essere eliminata, buttarsi a testa bassa non è utile, ma il più delle volte è deleterio.

Per concludere se volete un buon sparatutto in 3 persona che dia almeno un minimo di difficoltà, nonostante la sua brevità in termini di gioco, ve lo consiglio, tuttavia se volete sparare senza pensare ai colpi che vi rimangono o a come colpire il nemico, la fuori vi sono molti titoli che vi potranno soddisfare.

Homepage: http://www.infernalgame.com/


Il potere di un Ameba

Settembre 1, 2009

Avete proprio letto bene, nonostante sia difficile associare ad un ameba la parola potere, questo e il caso di far tale accostamento; in quanto essa potrebbe un giorno non troppo remoto inglobarci tutti. Immagino vi chiederete di che sto parlando, ebbene si tratta di Osmos un indie game in cui voi sarete l’ameba che sola può conquistare il mondo (è cugina di terzo grado di Xena!).

Il gameplay è semplice e si basa fondamentalmente su 2 principi: “se sono più piccoli allora li assorbi” e “se ti muovi rimpicciolisci”, lo scopo di ogni stage è assorbire altre amebe più o meno senzenti in modo da ingigantirsi e assorbire altre amebe, occhio però ai movimenti in quanto se ci scontriamo con amebe più grandi saremo noi ad essere assorbiti. La grafica è ben curata, e i livelli sono imprevedibili in quanto vengono generati tramite algoritmi procedurali, i quali consentono di rigenerare il livello se non è di nostro gusto.

In conclusione di questa brevissima recensione post-vacanziera mi sento di affermare che questo gioco, con il suo concept e le musiche rilassanti saprà dare alcune ore di diverimento/frustrazione a tutti coloro che spenderanno i 7 euro dell’aquisto.

Homepage: http://www.hemispheregames.com/osmos/
On Steam: http://store.steampowered.com/app/29180/


Ultime dal pianeta strampalato – 20090803

Agosto 3, 2009

Nonostante non sia stato molto attivo nell’ultimo periodo , ora lo diverrò ancora meno, infatti mi appresto a partire per le vacanz e non avrò molto tempo per scrivere le mie solite cavolate; infatti con il mio gruppo scout (si lo so gli scout sono solo bambini vestiti da cretini guidati da cretini vestiti da bambini, ma personalmente sono sia l’uno che l’altro) andremo a dare una mano in abruzzo, dopodiché prenderò la partenza e andrò a seguire il camo lupetti; tutto questo per dire che non dovete aspettarvi delle news nei prossimi tempi.

See you around.


Rapido come una presa en passant

Luglio 27, 2009

Premetto che la presa en passant è una mossa particolare degli scacchi che permette a un pedone sulla 5 riga di mangiare un pedone a lui affiancato purché esso si sia appena mosso di due caselle; detto ciò il libro di cui parlerò in questa mia, sarà “La Scacchiera Nera” di Miki Monticelli.

La trama si sviluppa attorno a una scacchiera, la quale è in realtà una parte del mondo isolata dallo stesso per evitare che la guerra ch’ivi infuria colpisca il resto del mondo, e riguarda tre pezzi della scacchiera, il guerriero l’arciere e il ladro. La forza della trama sta nei dilemmi dei protagonisti, e nel risvegliarsi in loro delle memorie “perdute” dei loro predecessori, e nei conflitti che da esse si generano.

Nonostante si cerca di dare una dimensione psicologica alla narrazione, ci si concentra quasi unicamente sul ladro e sul guerriero, tralasciando di delineare in modo un pò meno abbozzato la personalità dell’arciere, che qui non risalta e anzi è quasi insignificante.

Detto ciò l’avventura non è sviluppata male anzi, in quanto si rischiava che scadesse nel “Jumanji” cosa che sarebbe risultata quantomeno squallida. In definitiva se volete leggere qualcosa di carino, con leggeri toni dark, ma non troppo complesso questo libro potrebbe fare per voi.