Rapido come una presa en passant

luglio 27, 2009

Premetto che la presa en passant è una mossa particolare degli scacchi che permette a un pedone sulla 5 riga di mangiare un pedone a lui affiancato purché esso si sia appena mosso di due caselle; detto ciò il libro di cui parlerò in questa mia, sarà “La Scacchiera Nera” di Miki Monticelli.

La trama si sviluppa attorno a una scacchiera, la quale è in realtà una parte del mondo isolata dallo stesso per evitare che la guerra ch’ivi infuria colpisca il resto del mondo, e riguarda tre pezzi della scacchiera, il guerriero l’arciere e il ladro. La forza della trama sta nei dilemmi dei protagonisti, e nel risvegliarsi in loro delle memorie “perdute” dei loro predecessori, e nei conflitti che da esse si generano.

Nonostante si cerca di dare una dimensione psicologica alla narrazione, ci si concentra quasi unicamente sul ladro e sul guerriero, tralasciando di delineare in modo un pò meno abbozzato la personalità dell’arciere, che qui non risalta e anzi è quasi insignificante.

Detto ciò l’avventura non è sviluppata male anzi, in quanto si rischiava che scadesse nel “Jumanji” cosa che sarebbe risultata quantomeno squallida. In definitiva se volete leggere qualcosa di carino, con leggeri toni dark, ma non troppo complesso questo libro potrebbe fare per voi.


Re del Parkour

luglio 19, 2009

No, non intendo parlare di Mirror’s Edge, tuttavia parlerò di un gioco il cui protagonista merita il titolo sovra-enunciato, un titolo cui va aggiunto quello di persona più fortunata ed incosciente degli ultimi anni; sto parlando di Altair protagonista di Assassin’s Creed.

Partiamo da una premessa, il gioco è noioso; dopo qualche missione sarete stufi del paradigma indagare-uccidere-ripeti, a parte questo le premesse su cui si fonda il gioco, nonché il suo sviluppo particolare, lo rendono interessante.

Voi siete Desmond, un assassino o meglio un discendente diretto di un certo Altair, e dei tizi vi rapiscono per recuperare informazioni a riguardo di quest’ultimo tramite una macchina che permette di sincronizzarsi con la propria memoria genetica. Il sistema di controllo è essenzialmente semplice, e il sistema grafico, con il suo particolare approccio alle cut-scenes, è senza dubbio invidiabile.

Concludendo rapidamente, è un gioco carino, divertente, e tuttavia non troppo longevo ne rigiocabile, e il collecting inserito è un vano tentativo di allungare il brodo.

Homepage: http://www.assassinscreed.com/
On Steam:   http://store.steampowered.com/app/15100/


There’s (no) place for a street fighting man

luglio 10, 2009

Premessa, il no del titolo l’ho lasciato perché mi doleva far scempio dei Rolling Stones; detto ciò vi do alcuni indizi per capire di che sto parlando: Psycho Crash, Tiger Uppercut, Hadouken.

Se non l’avete intuito, l’oggetto del post è Street Fighter IV, gioco con il quale la serie di casa Capcom ritorna alla grande nel mondo dei picchaduro, per schiacciare i suoi avversari a colpi di Shoryuken; in particolare abbandonato il sistema di combo di Street Fighter Alpha e i suoi vari “ism” si torna a combattere con due sistemi di combo paralleli; il primo viene caricato man mano che si usano le mosse speciali, l’altro man mano che si viene colpiti.

I personaggi sono quelli di SF II più qualche aggiunta delle altre versioni e qualche nuovo personaggio; appunto i nuovi personaggi mi lasciano perplesso, in quanto a mio parere non sono troppo equilibrati rispetto ai classici.

A livello grafico è molto curato e anziché usare il classico cell-shading utilizza gli shader più avanzati per dare un effetto cartoon più realistico, inoltre nella neo-uscita versione pc sono stati aggiunti dei filtri speciali per modificare ulteriormente l’aspetto del gioco; tra questi vi consiglierei l’effetto inchiostro, che trasforma gli stage come se fossro stati disegnati a mano con china e pennino.

Un must per tutti gli appasionati dei picchiaduro, in quanto una serie storica come Street Fighter, e soprattutto quet incarnazione che poco o nulla ha da invidiare alla storica versione SSF2, ha ancora molto da insegnare a serie meno mature come Tekken e Soul Calibur, così come a serie più classiche come Virtua Fighter e Mortal Kombat.

Homepage: http://www.streetfighter.com/
On Steam: http://store.steampowered.com/app/21660/


E se tuo Padre e tua Madre fossero la stessa persona?

luglio 10, 2009

No, non sto studiando Freud, e non mi sono neppure fatto di lisergico, mi sono semplicemente immerso nel mondo visionario e pseudo-punk di Zeno Clash gioco sviluppato dall’ACE Team; dimostrazione che le buone idee nascono ovunque e che in alcuni casi sono dei team di paesi tutt’altro che quotati nella scena dei videogames che devono insegnare alle major a innovare (un altro possibile titolo per il post non a caso era”Dal Cile con furore”).

Passiamo alla trama, il protagonista è Ghat, uno dei molti figli di un essere ermafrodita chiamato “Father-Mother”, che fugge dalla sua città dopo aver ucciso quest’ultimo; il resto della trama così come i retroscena verranno svelati man mano tramite un alternanza di flashback e proseguii.

Il gioco si appoggia ad una versione modificata del Source Engine, per garantire una fusione tra Half-Life e Street Fighter, infatti useremo per lo più i pugni rispetto alle armi, di cui non si sente troppo la mancanza. Nota di merito va all’impianto visuale-scenografico, infatti la caratterizzazione più riuscita non è quella dei personaggi, quanto quella di Zenozoik, il mondo ove la vicenda si sviluppa.

In conclusione, e un gioco abbastanza apprezzabile, nonostante alcune sbavature nella programmazione dell’engine per la gestione delle collisioni, quindi se vi capita di voler prendere a pugni il mondo .. beh fiondatevi su Zenozoik e sperate che non sia lui a prendere a pugni voi.

Homepage: http://www.zenoclash.com/
On Steam:   http://store.steampowered.com/app/22200/


“The bird of Hermes is my name …

luglio 8, 2009

.. eating my wings to make me tame.”

Mi sembrava giusto iniziare questa recensione con questa citazione, che a sua volta nel contesto analizzato è una citazione, l’iscrizione posta sulla bara di Alucard, protagonista del manga Hellsing di Kotha Hirano, giunto da poco a conclusione.

La trama si snoda attorno all’Ordine dei Cavalieri protestanti di sua Maestà, che prende il nome dalla famiglia che la guida, Hellsing per l’appunto, la quale discende dal professor Van Helsing, cui Bram Stoker ci riporta le gesta; il compito di tale organizzazione è l’eliminazione dei Freak, mostri sovrannaturali, eliminazione che è affidata all’ “uomo” di punta di Hellsing, Alucard.

Alucard, personaggio principale della storia, è un personaggio enigmatico, affascinante e complesso; egli è fondamentalmente un vampiro legato alla volontà del suo master, Integra, capo dell’organizzazione; come sia giunto a ciò verra svelato in seguito; egli sembra anelare la sua distruzione, ad opera degli esseri umani, mentre rifiuta di essere sconfitto da chiunque.

Il disegno è ottimo, ben definito e della cupezza necessaria alla storia raccontata; storia che Hirano riempie di citazioni, basti vedere il nome del fucile di Seras: Harkonnen, oppure i nomi di alcuni capitoli, tra cui cito Final Fantasy e Warcraft; tuttavia ciò non va a fiaccare la trama, ma la rinvigorisce con siparietti comici, posti strategicamente lungo la storia.

Consiglierei a tutti gli appasionati di manga a sfondo horror di leggerlo.


Quando il cubo di Rubik funziona a vapore…

luglio 6, 2009

Mi spiace non vi parlerò della versione truccata del cubo di Rubik che si risolve da sola, benché sia interessante; ma vi parlerò di Cogs, gioco indipendente sviluppato dai Lazy8 Studios.

Il concept del game è semplice; ovvero una rivisitazione del gioco del 15, banale e facile da risolvere direte voi … beh parliamone; i puzzle da risolvere possono essere su uno o più piani; alcuni dei quali cilindrici, possono richiedere tempismo, oltre che arguzia; e inoltre per ottenere il massimo punteggio disponibile dovrete concludere il livello entro una manciata di secondi e con un numero di mosse estremamente limitato.

Personalmente qualche mese fa mi ha rapito, e per 2 giorni non sono riuscito a fare altro, finché non ho raggiunto il livello di 800 stelline (il massimo per intenderci), e la maggior parte del tempo l’ho passata scagliando “parole gentili” ai livelli musicali, nonostante ciò ho un esortazione da fare: amanti dei puzzle unitevi e comprate in massa questo gioco!

Homepage: http://www.cogsgame.com/
On Steam: http://store.steampowered.com/app/26500/


Scrive, Cancella e Riscrive

luglio 6, 2009

No non intendo recensire le famigerate penne replay che fecero fortuna nei primi anni novanta; anche se a dire la verità sono un pò tentato di farlo solo per il gusto di uscire dal seminato; credo invece che dirotterò la mia attenzione su Braid, un platform game indipendente su cui tutti hanno già detto la loro.

Il concept del gioco non è male, e la storia; anche se in realtà è più un filo conduttore; in se porta interessanti riflessioni; il gameplay è ben strutturato e fa della manipolazione del tempo il suo punto di forza, se a tutto questo aggiungiamo una grafica ben curata, seppur conforme allo stile “Mario” dei platform games classici, sembra che tutto sia perfetto.

Ovviamente NON E’ COSI’ !!! Gli enigmi, da risolvere per agguantare dei pezzi di un puzzle, in alcuni casi sono troppo artificiosamente complicati, e la difficoltà degli stessi non corrisponde con l’ordine dei livelli, gli algoritmi per l’eliminazione dei nemici non funzionano a dovere, in alcuni casi vi troverete a riavvolgere il tempo nonostante a rigor di logica, nonché regole di gioco, a dover essere eliminato era il nemico e non il vostro alter-ego.

In complessiva è un buon platform, con un buon ritmo e non mi sento di sconsigliarlo, tuttavia non vedo i motivi per elogiarlo come “salvatore del prossimo secolo” o come “l’indie game definitivo”, cosa che è stata fatta su varie riviste di settore.

Homepage:  http://braid-game.com/
On Steam:   http://store.steampowered.com/app/26800/