DRM invasivo e pervasivo

Uno degli argomenti degli ultimi giorni è il pesante DRM che Ubisoft imporrà agli utenti che decideranno di acquistare Assassin’s Creed 2 su PC, e successivamente ad ogni altro titolo che questo distributore pubblicherà su questa piattaforma; quello che mi sento di condividere è il pensiero che si rende da parte degli utenti necessaria un azione politica. Con azione politica non intendo qualcosa che riguardi i nostri governanti, o la loro distorta idea di “politica” come “partitica” e “conquista della poltrona”; ma qualcosa che riguardi il nostro vivere, e nel caso videogiocare, comune (politico dunque inteso come nell’ambito della “polis” globale). So perfettamente che a chiedere un boicottaggio verrei bollato come “estremista”, “pirata” o “pazzoide”; tuttavia vorrei analizzare il perché dichiarato di questa scelta di DRM, così come altre possibili motivazioni collaterali.

L’Ubisoft dichiara che tale sistema DRM, che per chi non lo sapesse prevede una connessione persistente ai loro server durante l’intera partita nonché la presenza dei salvataggi di gioco dislocati unicamente sui server del distributore, è atto a combattere la pirateria; tuttavia pensando a voce alta mi viene da ricordare che alcuni giochi sono stati più facilmente fruibili proprio ai cosiddetti pirati, mentre gli utenti si sono trovati innanzi a svariati problemi (qualcuno ha forse detto GTAIV?), dunque chi verrebbe leso da questo sistema i legittimi utenti, o i tanto infamati “ladri di bit”?

Taluni ritengono che sia un tentativo per eliminare il mercato dell’usato, in virtù che per controllare online l’originalità del gioco bisogna registrare un account ed associarvi permanentemente il codice seriale del gioco; virtualmente impossibilitando la vendita di tale gioco.

Dunque quale modo per evitare tale abuso, perché di questo si tratta? Ebbene ricordiamo il passato, quando BioShock uscì limitato a 3 attivazioni, l’intera comunità insorse e in buona parte si rifiutò di acquistare tale titolo fino all’annuncio di 2k del rilascio di un deactivator e di un estensione del numero di attivazioni pari ad infinito.

Vorrei anche fermarmi a riflettere, sui possibili futuri sviluppi di tale situazione, nel caso gli utenti non si pongano ad avversare tale sistema; a parte il certo sviluppo ed utilizzo per altri titoli di questo distributore, un possibile scenario è l’estensione di questo sistema ad altri distributori, rendendo di fatto gli utenti semplici affittuari dei giochi da loro acquistati, in quanto in caso di manutenzione dei server, o di sovraccarico degli stessi, o di problemi degli ISP si verrebbe disconnessi dalla partita senza preavviso e senza possibilità di salvare.

Di nuovo vi invito a pensare non solo alla vostra banda e alla vostra voglia di giocare ma anche alle libertà cui state per rinunciare nel caso vogliate prendere tale gioco.

Una risposta a DRM invasivo e pervasivo

  1. journeyman scrive:

    Un rapido aggiornamento, anche se tardivo, Ubisoft è un poco ritornata sui suoi passi, richiedendo la connesione solo in fase d’avvio del gioco e lasciando i salvataggi nelle mani degli utenti (anche se essi vengono comunque duplicati sui server della compagnia); questo e il fatto che RUSE è uscito basato su SteamWorks, già indica un cambiamento di rotta della sw house.

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