Burn, Baby Burn…

Se in un momento di follia ho inizato il revival delle musiche disco anni 70 … effettivamente no, tuttavia sulle note dei “The Trammps” mi accingo a recensire uno dei prodotti meno considerati dell’industria videoludica degli ultimi anni; ovvero Infernal della Playlogic.

Mi ritrovo dunque ora con il compito di rivalutare un attimo un titolo action di cui si è detto peste e corna, tanto per citare una delle critiche e non la più crudele: “It’s a clean game, at least, texturally crisp and evocatively lit, but the feeling of playing an interactive 3D Mark demo is discouragingly strong.”; dunque quali sono gli aspetti positivi di questo gioco, tali che la sovracitata rivista EDGE non è riuscita ad inquadrare, ebbene ora lo scopriremo.

Il gameplay è ormai collaudato , e derivante dal “modus operandi” del primo famigerato “Max Payne” di cui uscirà presto un’altro sequel, in cui al posto del protagonista originale troveremo la versione napoletana e grassogccia di Sam Fisher, scusate la digressione; la storia segue Ryan Lennox che cacciato dai servizi segreti del paradiso per condotta poco angelica, per evitare di essere “beatamente” fatto secco dai suoi precedenti datori di lavoro, accetta di impiegarsi presso l’agenzia rivale Abyss.

Detta così sembra un poco semplicistica .. e in effetti la trama lo è, i punti di forza del gioco si rivelano altri, infatti l’aspetto che più brilla è quello grafico che ben studiato e strutturato è un piacere per gli occhi; tuttavia non di sola grafica vive un giocatore, e gli sviluppatori ben lo sanno avendo affiancato alla stupenda modellazione e resa degli effetti grafici musice altrettanto ben curate e adatte alle situazioni in cui Ryan si trova di volta in volta nel corso dell’esile trama.

Un altro punto di forza sta nell’IA nemica, personalmente è dai tempi dell’originale Xan Kriegor che non vedevo un IA ben strutturata; infatti i nemici, oltre ad essere vari e con vari armamenti, non sciamano addosso al giocatore senza timore di morire come farebbe un qualunque Combine, ma cercano riparo, prima di uscire allo scoperto fanno fuoco di copertura, cercano di non esporre i loro punti deboli, in altre parole ti rendono un pò più difficile la vita; inoltre i boss, sono duri da sconfiggere al primo colpo, o meglio buna parte di essi, richiede strategia per essere eliminata, buttarsi a testa bassa non è utile, ma il più delle volte è deleterio.

Per concludere se volete un buon sparatutto in 3 persona che dia almeno un minimo di difficoltà, nonostante la sua brevità in termini di gioco, ve lo consiglio, tuttavia se volete sparare senza pensare ai colpi che vi rimangono o a come colpire il nemico, la fuori vi sono molti titoli che vi potranno soddisfare.

Homepage: http://www.infernalgame.com/

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