Un nuovo “Alice nel paese delle meraviglie”

Così può essere definito “Nessun Dove” di Neil Gaiman, un opera completa, riflessiva, in cui il protagonista soffocato in una realtà che pensa essere l’unica e legato a un esistenza che erroneamente definisce “la sua vita”, compie un viaggio unico in un mondo tanto spietato quanto il nostro, ma nel quale la sua umanità, il suo essere vivo trova uno spazio; tuttavia questo viaggio questa crescita, non è priva ne di ostacoli mortali, ne tanto meno di pungente ironia; ironia che colpisce il nostro mondo, ma anche i nostri preconcetti, le nostre paure, il nostro “nascondere di essere mai stati bambini”.
In particolar modo colpisce come l’autore descrive “Londra Sotto” rievocando per immagini la Londra di William Blake: oscura, abbietta, e spietata; tuttavia questo mondo non è senza speranza, al contrario è vivo e saturo di sogni, sogni che invece nella Londra Sopra muoiono e ristagnano nella palude delle nostre certezze e della nostra “ferrea” logica.

Personalmente lo consiglierei a chiunque, visto che i suoi innumerevoli livelli di lettura permettono di goderne, sia ai lettori più “innocenti” che ai lettori più “esperti”.

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