La magica storia di una città

“La Voce del Fuoco” è un opera onirica e surreale, scritta da Alan Moore in onore della sua città, ripercorre tutta la storia di Northampton; dalla preistoria ai tempi attuali, passando per l’epoca romana e la rivolta del 5 novembre; tuttavia ogni lembo di questa lunga storia, viene scritto dal geniale mago di Northampton in accordo con lo stile unico del narratore, narratore ch’è anche protagonista del racconto; di conseguenza nella prima parte del libro, in cui si tratta l’età degli utensili, parte che ha scoraggiato gran parte dei possibili lettori, è scritta in una lingua priva di qualsiasi regola grammaticale e sintattica, e facendo uso di un lessico elementare e oltremodo materialistico.

Nonostante la grande varietà linguistica, anzi rafforzata da questa stessa varietà, Alan Moore, dipinge un ritratto unico e magico della sua città, ritratto che risplende di vividi colori, che si può considerare alla stregua di un opera impressionista, e come un opera di tale corrente artistica esprime un istantanea, uno spaccato di ciò che è l’anima di Northampton, vista secondo gli occhi di un autore tra i più geniali e visionari della nostra epoca.

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